Rinascimento castiglionese: il centro storico si è svuotato

Nel centro storico di Castiglion Fiorentino abitano circa 850 persone.

Un numero tutt’altro che marginale, che racconta di una comunità viva e radicata.

 

Negli ultimi giorni, tuttavia, non sono arrivate soltanto le segnalazioni dei residenti, ma anche la meraviglia di alcuni turisti che, in un fine settimana di gennaio, non sono riusciti a trovare un negozio di alimentari all’interno del centro storico.

 

Un episodio emblematico, che mette in luce una criticità strutturale già più volte segnalata.

 

Il centro storico non è solo un luogo di residenza: è identità, cultura, attrattività turistica ed economia. Eppure oggi si trova a fare i conti con una grave carenza di servizi essenziali, che penalizza sia chi ci vive sia chi lo visita.

 

Non è utile stilare l’elenco delle attività che hanno chiuso negli ultimi anni. È un fenomeno diffuso e noto.

 

Ma il principio del “mal comune mezzo gaudio” non può e non deve diventare un alibi.

L’obiettivo deve essere uno solo: far brillare Castiglion Fiorentino, non accompagnarne lentamente lo spegnimento.

 

Per questo il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese torna a ribadire con forza due proposte concrete, già avanzate da tempo:

 

• la realizzazione di un minimarket all’interno delle mura, con un ruolo attivo del Comune nel dialogo con le catene della distribuzione organizzata, affinché il centro storico torni ad avere almeno un servizio alimentare di base;

• l’attivazione immediata di un tavolo di lavoro realmente operativo, così come deciso all’unanimità dal Consiglio Comunale, finalizzato alla definizione e all’attuazione di azioni concrete e verificabili.

 

In questo contesto è inevitabile chiedersi: che fine ha fatto il bando regionale per il sostegno ai centri storici a cui il Comune ha partecipato?

 

E, qualora le risorse regionali non dovessero arrivare, esiste una reale volontà politica di investire risorse comunali, come stabilito anch’esso all’unanimità dal Consiglio Comunale?

La questione va ben oltre il singolo servizio mancante.

 

È in gioco l’identità stessa del paese.

Se si indeboliscono le frazioni, la chiusura delle scuole ne è un esempio e contemporaneamente si svuota il centro storico di funzioni e servizi, il rischio concreto è che Castiglion Fiorentino venga progressivamente ridotto a periferia di Arezzo.

 

Questo è il punto.

Ed è un punto che richiede scelte politiche chiare e azioni immediate, non rinvii.