Lunedì ho partecipato alla posa della prima pietra del Ponte di Buriano, un’opera di grande rilevanza per il nostro territorio.
Parliamo di un investimento di circa 21 milioni di euro, reso necessario dalla complessità tecnica e dalla delicatezza del cantiere.
Il Ponte di Buriano manda un messaggio chiaro: quando c’è unità di intenti, al di là dei colori politici, i risultati arrivano. Le discussioni possono dividere, ma le infrastrutture si costruiscono solo quando si lavora insieme. E quando si lavora insieme, si trovano anche le risorse.
Proprio perché stiamo parlando di ponti, come consigliere provinciale sento il dovere di ribadire con forza la necessità di arrivare a una sistemazione definitiva del Ponte di Cesa.
Comprendo che, con le risorse attualmente disponibili, non fosse possibile fare di più per garantire la sicurezza del traffico.
Ma va detto con assoluta chiarezza: un senso unico alternato nel cuore della Valdichiana non può e non deve essere considerato una soluzione. È una risposta temporanea, non una visione per il futuro.
Per questo ho già chiesto in Consiglio provinciale che venga predisposto un progetto di massima, accompagnato da una stima dei costi per la realizzazione di un nuovo ponte.
Non per il gusto di fare esercizi teorici o “disegnini su un foglio”, ma perché senza un progetto e senza numeri non si va da nessuna parte, soprattutto quando si tratta di chiedere e ottenere finanziamenti.
Definito questo primo passo, sarà fondamentale che tutti e sottolineo tutti si sentano coinvolti e responsabili nel reperire le risorse necessarie.
Le infrastrutture strategiche non appartengono a una parte politica: appartengono ai cittadini e al futuro del territorio.
Sono sempre più convinto che le polemiche le porta via il vento, mentre il lavoro condiviso resta.
Il Ponte di Buriano è un esempio concreto e positivo: seguiamo quella strada anche per la Valdichiana.
Paolo Brandi
Consigliere provinciale







