Costituito da ormai quattro anni il comitato pro Medio Etruria torna a sensibilizzare la politica aretina.
Alla destra – si legge nella nota SAVA – “chiediamo di sostenere la produttività, l’ordine pubblico ed il futuro dei giovani”, mentre al centro sinistra – prosegue il comunicato – “d’ insistere sul dialogo, non ad excludendum.
Proprio come lo spirito del patto siglato a Monte Santa Maria Tiberina. Aperto anche alle Marche e fino a Cortona”
Mentre il capoluogo provinciale aretino, avvicinandosi alla più importante tornata amministrativa per la scelta del Sindaco, si appresta a scegliere i suoi candidati, il segretario Domenico Alberti afferma: << Arezzo è capoluogo di provincia, oggi più di ieri, chiamato a trainare le vallate spesso in difficoltà.
Penso occorrano persone coraggiose di scelte generazionali, più che personaggi illustri ma inidonei a guidare la macchina amministrativa.
Spero il centro sinistra si concentri e chieda a Vincenzo Ceccarelli di scendere in campo. Tutto il territorio aretino, vallate comprese, è molto cresciuto proprio grazie a Lui e fin dalla sua guida a Presidente della Provincia.
Capace perché umile, lungimirante perché attento alle generazioni di domani e in dialogo con tutti perché consapevole di quanto ancora occorra per dare concretezza alle scelte politiche:
trascendere, talvolta, le personali posizioni quando è necessario ed urgente realizzare – insieme! – il coraggio del bene comune di tutti.
Così anche a destra mi sembra si stia cercando un sostituto degno dello spessore, umano e professionale, di Alessandro Ghinelli: persona per bene, ma da alcuni dei suoi invidiato e messo alla gogna fin dall’inizio della sua prima legislatura.
I fatti hanno dimostrato, nel tempo, che la sua caratura è stato un valore realmente aggiunto per la Città. >>
Interviene ancora il presidente Matteo Galli intorno alla centralità dei trasporti ferroviari veloci e dichiara:
Il comitato SAVA continua la sua battaglia per realizzare Medio Etruria: opera puntuale, in tutto sostenibile ed in grado di aiutare l’economia dei territori e, per essa, il futuro dei giovani sempre più propensi a lasciare irrevocabilmente le nostre vallate.
Potenziare l’attuale stazione non è la soluzione. I tumori non si curano col disinfettante soltanto.
Così i territori, destinati a morire senza infrastrutture. Mentre il resto d’Italia sta collegandosi all’ alta velocità, Arezzo sembra ancora disinteressata a questa necessità, opportunità possibile e capace di portare solo benefici per tutti i territori coinvolti.>>







