Valorizzare il territorio o lasciarlo all’abbandono? Due esempi a confronto
Ho letto con interesse del progetto di rilancio dell’Alpe di Poti, che prevede la realizzazione di un centro benessere e di altre strutture dedicate all’accoglienza e al turismo.
Si tratta di un’ottima idea:
il nostro territorio è ricco di storia, paesaggi di straordinaria bellezza e luoghi che meriterebbero nuova vita dopo anni di abbandono.
Purtroppo, mentre altrove si progettano interventi di valorizzazione, a Castiglion Fiorentino sembra accadere l’opposto: si dismette e si svende. Un esempio significativo è stata la vendita dell’intero patrimonio boschivo dell’Ente Serristori.
Ma c’è un’altra situazione che merita attenzione.
Non tutti sanno che il complesso dei Riccardi, comprensivo della chiesetta situata a mezza costa tra Cortona e Castiglion Fiorentino, è di proprietà comunale.
Sorge lungo un percorso naturalistico di grande valore, attraversato dal Sentiero di San Francesco, sotto il castello di Montecchio e a pochi chilometri dalla SR71.
Negli anni passati vi fu realizzato un importante investimento destinato al turismo sociale. La struttura disponeva di cucina, salone, camere e stanze arredate, oltre a una chiesetta che permetteva attività di accoglienza e l’organizzazione di matrimoni, feste ed eventi.
Oggi, però, il complesso versa in uno stato di grave abbandono.
Qualcuno si domanda se questo declino non sia anche il risultato di una sorta di rivalsa politica nei confronti di un progetto nato sotto amministrazioni precedenti:
un’ipotesi amara, ma difficile da ignorare tanto più che l’abbandono significa un colpevole impoverimento del patrimonio del comune.
Eppure il complesso potrebbe rappresentare un’eccellenza per il turismo slow, per l’escursionismo e il cicloturismo, o semplicemente per un’ospitalità accessibile in una delle aree più pregiate della Toscana.
Invece, da anni si tenta di venderlo, in linea con una logica di privatizzazione, dai servizi alle scuole, che caratterizza l’azione dell’amministrazione castiglionese.
Noi siamo per rilanciare Riccardi come bene pubblico al servizio del turismo, certo in collaborazione col privato che può portare idee e progetti ma non vedendolo al primo che passa.







