Medioetruria, una cattedrale nel deserto? Il consigliere comunale Michele Menchetti torna su un tema spinoso e attualissimo a distanza di poche settimane dalle prossime elezioni amministrative da cui uscirà il sindaco che guiderà Arezzo nel prossimo quinquennio.
“Un’opera pubblica così grande e impattante deve avere come primo requisito l’interesse collettivo e il servizio reso deve essere accessibile e conveniente a tutti”, dice Menchetti, puntando il dito verso un post apparso sui “social” in cui vengono confrontate le posizioni dei vari candidati attraverso l’uso di una grafica insidiosa:
il colore verde per chi è favorevole all’ipotetica realizzazione della stazione alta velocità Medioetruria, un allarmistico rosso per chi invece è contrario, come Menchetti. “Mancano però le mie motivazioni”, dice il consigliere comunale.
“Quell’immagine esprime un messaggio non corretto”, ribatte. E spiega: “In occasione del Consiglio Comunale e Provinciale congiunto del 16 gennaio 2025, tenutosi nel Palazzo della Provincia, ho votato “no” alla realizzazione di quest’opera.
Tuttavia, non è stato un voto “contrario” alle ambizioni della nostra città e del nostro territorio, bensì di sincera cura degli interessi di Arezzo e di tutta la Provincia.
Non mi oppongo a nuove infrastrutture in generale, ma nello specifico alla stazione dell’Alta Velocità Medioetruria. Non intendo giustificare questa mia opinione decisamente fuori dal coro. È e resta personale.
Tuttavia, ci tengo a una puntualizzazione. A suo tempo sono stato contattato da Matteo Galli del comitato Sava il quale mi chiese quale fosse la mia posizione in merito alla stazione dell’alta velocità.
Dopo un attento confronto con i miei compagni di percorso politico, resi noto in modo trasparente la mia posizione, condivisa dal mio gruppo all’unanimità:
la stazione dell’alta velocità rischia di essere una cattedrale nel deserto.
Un’opera dai costi enormi e dai tempi di realizzazione lunghissimi, con un grande impatto ambientale e la cui utenza è tutt’altro che definita nei numeri.
Se a metà lavori mancassero i fondi necessari per terminare l’opera? È già successo poco più di un anno fa con la Due Mari in un rimpallo di responsabilità tra i partiti, un triste teatrino. Gli unici a soffrirne sarebbero i cittadini”.
Menchetti si pone anche altre domande. “Cosa dire dei collegamenti? Ferro su ferro? Gomma su ferro?
Ricordo anche ai più distratti che pur essendo contrario alla realizzazione della stazione AV Medioetruria, ho sostenuto con la mia firma la richiesta di un Consiglio comunale aperto sul tema dell’alta velocità perché credo sia giusto e doveroso offrire e sostenere momenti di confronto cittadino”.
Menchetti riflette anche sulle possibili alternative alla stazione Medioetruria. “Innanzitutto, si potrebbero implementare i treni dell’alta velocità che passano per la stazione di Arezzo. Una soluzione pratica e di certo meno costosa. Inoltre, non c’è solo l’alta velocità.
L’obiettivo comune dovrebbe essere lavorare per i pendolari, pretendendo treni puntuali e decorosi ad un prezzo adeguato sia in direzione Firenze sia Roma.
Pochi possono permettersi un Frecciarossa a 22 euro per Firenze e a 46 euro per Roma. È così difficile da capire? Perché i partiti – tutti – non si adoperano per questi obiettivi?
La stazione AV sarebbe un’opera accessibile a tutti i cittadini a livello economico? In caso contrario, per chi è pensato davvero questo servizio?”.
Menchetti, infine, plaude al comitato Sava. “Per quanto non ne condivida la posizione, riconosco la perseveranza e l’impegno nel portare avanti la loro battaglia.
Oggi, tuttavia, la storia ci insegna che dobbiamo portare a termine altre opere pubbliche e non iniziarne delle nuove”.







