Rinascimento Castiglionese: chiarezza sulle scuole S.Cristina e La Nave

La lettera aperta inviata ai media dai genitori di Santa Cristiana e La Nave non è solo un grido d’aiuto, è una domanda che obbliga chi governa a uscire dall’ambiguità:

 

“Cosa dobbiamo fare?”. Davanti a questo interrogativo, il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese chiede all’Amministrazione di smetterla con i sentimentalismi e di passare finalmente alla trasparenza.

 

“Sentire il Sindaco dire che è ‘triste e dispiaciuto’ non è una risposta” – attacca il Gruppo Consiliare. “La tristezza non è una categoria politica, né un atto amministrativo.”

La realtà dei fatti racconta un paradosso tutto burocratico.

 

Da una parte il Ministero dell’Istruzione certifica che le scuole sono ufficialmente aperte, con tanto di codice meccanografico attivo.

 

Dall’altra, il Comune liquida la questione con una semplice mail, sostenendo che i plessi non sarebbero più “disponibili” per il prossimo anno.

 

Perché usare una mail invece di un atto ufficiale? Per il Gruppo consiliare la risposta è chiara: si tratta di un “trucco” per evitare la giustizia.

 

Una mail non è un’ordinanza e non si può impugnare davanti al TAR. Senza un provvedimento formale, alle famiglie viene tolta la possibilità di difendere legalmente il futuro dei propri figli.

 

È un meccanismo di incertezza che serve solo a scoraggiare le iscrizioni, per poter poi dire a settembre: “Peccato, non ci sono più alunni”. Un modo di fare che non fa onore alle istituzioni.

 

“Bisogna uscire dall’equivoco” – continua il Gruppo. “Se queste scuole non sono più utilizzabili, il Sindaco deve dirci chiaramente perché:

non sono idonee o, peggio, sono inagibili? Se invece si tratta di una scelta politica, lo dica chiaramente senza nascondersi dietro giri di parole.”

 

È una domanda che esige una risposta tecnica: servono relazioni firmate e datate. Perché se oggi quegli edifici fossero davvero inagibili, qualcuno dovrebbe spiegare come sia stato possibile lasciarci dentro studenti e insegnanti fino a ieri.

 

Tra documenti mancanti e silenzi, il prezzo più alto lo pagano sempre famiglie ed alunni. E questo non è giusto.