Le Poste di Castiglion Fiorentino hanno chiuso i battenti con precisione cronometrica lo scorso 13 maggio.
La riapertura, stando alle rassicurazioni, sarebbe prevista per l’11 giugno. Una data che oggi, tuttavia, somiglia più a un atto di fede che a una certezza amministrativa, visto che del cantiere destinato a ridare nuova vita all’ufficio postale non si vede ancora nemmeno l’ombra.
Dal Comune, dopo il classico annuncio sbandierato ai quattro venti – il rassicurante “state tranquilli, tra poche settimane sarà tutto normale” – è calato un silenzio istituzionale fitto e. pieno di incognite.
Nel frattempo, a pagare il prezzo di questa approssimazione sono i cittadini. La realtà quotidiana parla chiaro: il bancomat è fuori uso e l’utenza è costretta a faticosi spostamenti verso i presidi di Rigutino, Camucia o Manciano.
A Manciano, in particolare, si sta assistendo a una insostenibile “moltiplicazione” dell’affluenza: due sole impiegate si trovano a dover gestire una mole esplosiva di utenti in una struttura già strutturalmente in difficoltà, dove i cittadini sono costretti ad attendere il proprio turno all’esterno, senza neppure una pensilina per ripararsi dal sole o dalla pioggia.
Davanti a questo scenario, come gruppo consiliare di Rinascimento Castiglionese, riteniamo doveroso porre pubblicamente alcune domande che l’Amministrazione non può continuare a eludere.
Era davvero impossibile chiedere e ottenere da Poste Italiane l’installazione di un ufficio mobile provvisorio per azzerare i disagi? In un’altra realtà della nostra provincia con un’identica situazione, come Pieve Santo Stefano, è stato fatto. Perché a Castiglion Fiorentino no?
È vero, come si sente dire negli ambienti cittadini, che la soluzione dell’ufficio mobile era stata effettivamente proposta ma è stata liquidata con un’alzata di spalle? Se così fosse, verrebbe da chiedere se chi ha preso – o non ha preso – questa decisione abbia mai provato a passare una mattinata in coda a Manciano sotto il sole.
I cittadini hanno il diritto di sapere, con ragionevole certezza, quando riaprirà l’ufficio postale. O dobbiamo prepararci all’applicazione dell’ennesima “formula magica” che accompagna ormai i cantieri pubblici castiglionesi, ovvero il classico cartello “fino al termine dei lavori”?
Una definizione talmente elastica da poter valere per giugno, per dicembre o, perché no, per i prossimi cento anni.
Come gruppo Rinascimento Castiglionese continueremo a vigilare e a pretendere trasparenza. Nel frattempo, i castiglionesi aspettano. Sotto il sole, sotto la pioggia e, soprattutto, senza risposte da chi dovrebbe tutelarli.
Il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese







