Sabato 7 novembre, alle ore 10:30, la Chiesa di San Francesco a Castiglion Fiorentino ospiterà “La luce di San Francesco”, un incontro di presentazione dei lavori di restauro di vetrate, oreficerie e affreschi del complesso francescano.
La mattinata si aprirà con i saluti del sindaco Mario Agnelli, dell’assessore alla Cultura Massimiliano Lachi e di Ilaria Pennati, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Arezzo, Siena e Grosseto. Seguirà la proiezione di un video sugli interventi realizzati, a cura di Luciano Lazzeroni.
L’incontro, moderato dal giornalista d’arte Marco Botti, proseguirà con gli interventi di Riccardo Gennaioli, direttore del settore Oreficerie dell’Opificio delle Pietre Dure, e di Paolo Belluzzo, funzionario restauratore conservatore dello stesso istituto. A conclusione, la restauratrice Rossana Parigi accompagnerà i partecipanti in una visita guidata alle lunette del chiostro.
Tra i lavori effettuati ci sono il restauro del rosone e della monofora di sinistra della facciata della chiesa. Avviato a luglio e durato circa tre mesi, il lavoro ha restituito leggibilità e luminosità alle vetrate istoriate a piombo: nella monofora sono raffigurati San Michele Arcangelo, nella parte inferiore, e San Francesco, in quella superiore; nel rosone è tornato chiaramente riconoscibile lo stemma dell’ordine francescano.
Il restauro, finanziato da donazioni private, è stato eseguito dall’impresa Mellini di Firenze, in collaborazione con la restauratrice Francesca Rossi e sotto la supervisione della Soprintendenza. La pulitura e il recupero delle componenti in vetro e delle legature in piombo hanno consentito di ritrovare i colori e i dettagli delle due opere.
Il percorso di recupero interessa anche il chiostro, dove grazie all’Art Bonus e al contributo di numerosi benefattori sono già state restaurate tre lunette, mentre è in programma l’intervento su altre tre. Il ciclo pittorico raffigura venticinque episodi della vita di San Francesco, dipinti tra il 1629 e il 1636 da Giovanni Pelliccioni da Colle Val d’Elsa.







