Martedì 25 agosto un appuntamento speciale per lo spettacolo del foianese Enzo Ferraro.
C’è un luogo in cui il teatro assume un significato ancora più forte. È la Casa di Reclusione di Volterra, dove martedì 25 agosto andrà in scena Lo Spogliatoio – storie vincenti di chi non ce l’ha fatta, spettacolo scritto e interpretato da Enzo Ferraro.
Un appuntamento particolare, fortemente voluto proprio per il valore che può assumere il teatro quando riesce a superare i confini convenzionali dei luoghi dello spettacolo e arrivare dove, forse più che altrove, le parole di una storia possono assumere un significato diverso.
Un monologo teatrale che racconta alcune tra le vicende più sorprendenti e dimenticate dello sport. Attraverso la voce del narratore, prendono vita sei episodi che, dietro gesti a volte apparentemente assurdi, rivelano vicende umane complesse e fragili, capaci però di restituire una dignità inattesa.
Uno spettacolo che ribalta il punto di vista sul fallimento e che guarda da vicino chi è rimasto indietro, perché a volte, le storie più memorabili non sono quelle di chi è arrivato primo, ma di chi ha avuto il coraggio di non smettere mai di provarci.
È proprio qui che il racconto de “Lo Spogliatoio” incontra in modo particolarmente significativo le persone che assisteranno allo spettacolo a Volterra.
«Portare Lo Spogliatoio all’interno di una casa di reclusione – racconta Enzo Ferraro – ha un significato molto profondo.
Il mio spettacolo parla di persone che nella vita non hanno vinto, anzi spesso sono arrivate ultime, ma che proprio attraverso quelle esperienze hanno trovato un modo per lasciare un segno.
Incontrare i detenuti di Volterra significa quindi portare queste storie davanti a persone che, per motivi completamente diversi, conoscono il peso di una storia personale, degli errori e della possibilità di ripartire.
Non vado a Volterra semplicemente a fare uno spettacolo: vado ad incontrare delle persone attraverso il teatro».
«Voglio infine ringraziare Riccardo Bernini in scena con me e che cura la parte musicale e naturalmente chi ha permesso tutto questo: la direzione della Casa Circondariale di Volterra, tutti gli organismi, le figure istituzionali e l’Associazione Spazio Libero».
L’appuntamento assume inoltre un significato particolare per il territorio della Valdichiana. Ferraro, infatti, foianese doc ha costruito il progetto teatrale anche a partire dal proprio legame con il territorio.
Dopo le prime rappresentazioni, Lo Spogliatoio continua così il suo percorso incontrando pubblici e contesti differenti, confermando la propria vocazione a essere uno spettacolo capace di parlare a persone di età e provenienze diverse, ma soprattutto di affrontare temi profondamente universali.
La rappresentazione di Volterra sarà dunque una tappa speciale: un palcoscenico senza riflettori tradizionali, ma forse uno dei luoghi in cui le storie raccontate da “Lo Spogliatoio” possono trovare il loro significato più autentico.







