Rinascimento Castiglionese: degrado e opportunità sprecate

A nome del gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese, desidero richiamare l’attenzione sull’area industriale più grande del nostro territorio, attualmente in completo stato di abbandono.

 

Negli anni ’60, l’allora ministro Amintore Fanfani favorì la nascita dello zuccherificio di Castiglion Fiorentino, unendo agricoltura e industria.

 

Per decenni esso rappresentò un vero motore economico: centinaia di lavoratori, reddito per gli agricoltori e benefici per l’intera comunità.

 

Tra gli anni ’70 e ’90 lo zuccherificio lavorava barbabietole provenienti da tutta la Valdichiana e da gran parte dell’Italia centrale.

 

Negli anni 2000, con la riforma del mercato europeo dello zucchero, molti impianti chiusero, incluso quello di Castiglion Fiorentino. Secondo gli accordi di Bruxelles, le aree dismesse avrebbero dovuto essere riconvertite soprattutto alla produzione di energia.

 

Qui fu proposta una centrale a biomasse, ma il progetto fallì tra proteste e ricorsi. Lo stabilimento fu demolito e l’area rimase abbandonata.

 

Oggi l’area è completamente degradata: rischio incendi, rifiuti, vegetazione incontrollata e presenza di animali selvatici. La bonifica, obbligo di legge, non è mai stata completata.

 

Nel 2021 l’area è stata venduta all’asta, ma ad oggi non esiste alcun progetto concreto. Il Comune si limita a dichiarare: “è un’area privata, non possiamo farci niente”. Intanto, però, si potrebbe pretendere la bonifica dell’area, a vantaggio della salute e della salubrità di tutti.

 

Davvero possiamo restare a guardare davanti a 100 ettari di terreno abbandonato? No. Quell’area riguarda il futuro di Castiglion Fiorentino.

 

L’ultima ipotesi è un grande parco fotovoltaico: utile, certo, ma con pochissimi posti di lavoro e nessun beneficio reale per il territorio.

 

Serve una proposta concreta. Non possiamo lasciare l’area ferma: serve una visione capace di creare sviluppo e lavoro. Alcune idee realistiche e coerenti con la vocazione della Valdichiana:

 

Polo agroalimentare: trasformazione dei prodotti locali, packaging, logistica, centri di ricerca agricola, coinvolgendo agricoltori, aziende locali ed export.

 

Polo tecnologico e innovazione: data center, comunità energetiche, laboratori di tecnologia pulita.

 

Soluzioni miste: industria leggera, logistica sostenibile, spazi verdi e aree per il tempo libero.

 

L’area industriale più grande del nostro territorio non può restare abbandonata mentre le aziende scelgono altri comuni e i negozi chiudono.

 

A Castiglion Fiorentino, invece, il Sindaco sembra più impegnato a riformare il Palio dei Rioni che a occuparsi dello sviluppo della città. E intanto il futuro ci sfugge tra le mani.

 

Paolo Brandi

Capogruppo Rinascimento Castiglionese