Castiglioni non è fatta solo di immagini patinate. La realtà dei Servizi Sociali racconta un’altra storia che è fatta di sofferenze e fatica. Perché oltre i riflettori ci sono persone che vivono vite difficili, invisibili agli organi di informazione e dimenticate dall’Amministrazione.
Ad oggi i Servizi Sociali del comune sono con l’acqua alla gola per carenza di personale. Una sola assistente sociale per oltre 12.000 abitanti. Il settore Minori e Famiglia, l’area Anziani e Adulti e la gestione sono tutti in palese difficoltà.
Come siamo arrivati a questo punto?
Una dipendente è stata trasferita alla USL e l’altra — assunta a tempo determinato con risorse del Fondo Povertà — è attualmente assente per infortunio. Il risultato è un servizio in affanno. E non perché funzionari e dipendenti non ci mettano impegno.
Siamo di fronte alla palese inosservanza dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) definiti dalla legge, che fissa come soglia minima ed inderogabile il parametro di 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti. Per una città di oltre 12.000 residenti, operare con un’unica unità significa nei fatti negare l’accesso ai servizi sociali di base.
Il sociale, ormai da anni, viene trattato dalla Giunta comunale come un “costo” da tagliare. Quando si tratta di trovare fondi per Miss Italia o la corsa delle micce, le risorse spuntano sempre. Quando si parla di anziani non autosufficienti, persone con disabilità o famiglie in difficoltà, i soldi mancano sempre.
LA NOSTRA RICHIESTA ALL’AMMINISTRAZIONE:
Chiediamo di garantire la presenza di un’ulteriore assistente sociale a tempo pieno. È indispensabile ripristinare la dotazione organica per assicurare i servizi minimi stabiliti dalla legge.
Il sostegno ai cittadini in difficoltà non è un optional né un’opera di carità: è un dovere istituzionale e un diritto fondamentale della nostra comunità.
Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese







